sabato 17 marzo 2007

Ostruzionismo

Dunque le "Liberalizzazioni" rischiano di decadere, perchè in Parlamento la Destra fa Ostruzionismo: utilizza cioè un'arma politica legittima -anche se molto poco elegante- per dilatare i tempi del dibattito e far scadere quelli del Decreto. Il motivo dichiarato è che "queste non sono vere liberalizzazioni, ci vorrebbe ben altro! Liberalizzassero le municipalizzate, per esempio..." La domanda che sorge naturale è, però: va bene, servirebbe ben altro, ma intanto perchè non permettere a queste piccole misure di migliorare (di poco, d'accordo, ma è già qualcosa) la vita di chi non guadagna carriolate di Euro?
Immagino che lo scopo di questa strategia sia quello di costringere il Governo a porre la Fiducia, per poter poi dire che non c'è una Maggioranza e che si va avanti "a colpi di Fiducia."
Ma un atteggiamento responsabile verso dei provvedimenti condivisi dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani, non dovrebbe tornare a maggior onore anche dell'Opposizione stessa, facendole guadagnare credito, e dunque voti? Possibile che non esista una formazione politica in grado di guardare oltre l'immediato, per pensare a strategie più di lungo periodo? Non è stato il Centro-destra (che non esiste più, ormai) a far cadere il Governo, qualche settimana fa: è stato il Centro-sinistra, tutto da solo. Lo stesso, secondo me, era accaduto l'anno scorso: Berlusconi si è -politicamente- suicidato con il pessimo Governo 2001-2006, Prodi aspettava sulla riva del fiume e ha rischiato di perdere proprio perchè troppo sicuro di dover solo attendere il cadavere del nemico.

Consiglio, su questo argomento, la lettura di un articolo di Gian Antonio Stella, pubblicato sul sito del Corriere a questo link.


venerdì 16 marzo 2007

Sacrificare il "Porcellum"

Di Ingegneria Costituzionale non capisco molto e mi pare che, pure tra i Costituzionalisti, le posizioni siano variegate e spesso tutte motivate -il che imporrebbe un incontro a metà strada, partendo però con l'intenzione di produrre qualcosa di buono per la Collettività e non il proprio tornaconto personale. Nutro quindi scarsa fiducia nei tentativi politici di compromesso in atto nel nostro Paese per una Legge Elettorale che salvi capra e cavoli: dia la certezza di poter realizzare il proprio Programma Elettorale a chi vince (ovvero la Stabilità), senza azzerare la Voce dei perdenti o addirittura ammutolire una parte dell'Elettorato (ovvero la Rappresentanza). Ogni Partito cerca naturalmente un tornaconto immediato, perciò annusa l'aria e propone le riforme che ritiene più facilmente foriere di voti per i suoi rappresentanti in quel momento: difficile partorire qualcosa insieme agli avversari (e alle volte anche insieme ai presunti alleati).
Non riesco a pensare ad una soluzione.

Piuttosto, scommettiamo che, ad un certo punto, sarà Berlusconi -more solito- a rovesciare il tavolo, lamentandosi che lui ci aveva messa tutta la buona volontà di cui è capace, ma che gli Stalinisti di Sinistra non hanno permesso un accordo?

giovedì 15 marzo 2007

Il Monopolio dei Valori

Ciò che più mi dà fastidio, in questa pseudo-crociata ecclesiastica contro il "Relativismo" e -almeno in parte- contro i diritti individuali, è l'idea strisciante per cui al di fuori del Cristianesimo non ci sono Valori: come se negare una qualche Trascendenza dovesse condurre inevitabilmente alla barbarie.
Sono ateo, ma rispetto i Credenti e condivido molti dei loro convincimenti etici e morali, perciò non capisco le parole apocalittiche del Papa, di molti Cardinali e di alcuni "sostenitori" più o meno disinteressati: nel mio piccolo, credo di aver ereditato alcuni valori dal Pensiero Greco antico (e anche il Cristianesimo, direi, ha di queste eredità), altri dal Vangelo (più che dalla Chiesa), altri ancora dalle tradizioni di Pensiero successive (non ultima l'Illuminismo). Mi manca la Speranza in un Dopo: ma questo è un dono, non un valore.
Perchè dovrei sentirmi reietto e amorale se sostengo l'uguaglianza di tutte le persone di fronte al Consesso Sociale (senza distinzioni di sesso, cultura, razza, religione, etc etc....), quando il messaggio del Vangelo è, peraltro, questo?
Può la Chiesa, istituzione di uomini come me, ritenersi unica depositaria del Vero e dell'interpretazione delle parole di Cristo (o di quelle che sono state riportate come tali)?

mercoledì 14 marzo 2007

San Francesco e il lupo - II

In riferimento al post precedente, non sarà che Papa Ratzinger dice cose assai banali o fa affermazioni di Principio conservatrici, in cui molti si ritrovano perchè tendono ad allontanare il diverso (che è ciò che fa paura) e a rifugiarsi in un inesistente passato dominato dai Valori "che si stanno perdendo" ?
Il Messaggio di coloro che citavo è, piuttosto, un inno all'accoglienza e al rispetto di tutti: difficile aderire a tale messaggio senza doversi mettere in gioco e "rischiare".

Ma il Cristianesimo non è "scandalo", nelle parole di Cristo stesso?

Possibile che nessun cristiano abbia il coraggio di dire queste cose, di criticare uno che vuole di nuovo la Messa in Latino (che sarà pure bella, ma ovviamente crea una forte differenza gerarchica tra il Sacerdote, il quale capisce ciò che sta dicendo, e i fedeli)?




P.S.: Questo post era la risposta ad un commento di quello precedente, ma mi sembrava degno di una collocazione autonoma.

martedì 13 marzo 2007

San Francesco e il lupo



Piccola domanda: ma San Francesco come si troverebbe, nella Chiesa di oggi?
Ah, già: nemmeno in quella dei tempi suoi si era trovato molto bene. Che sia cambiato poco, da allora?

E, in subordine: di Madre Teresa di Calcutta o di Gandhi si dice sempre un gran bene; però, perchè alle loro testimonianze preferiamo le parole di Papa Ratzinger?


giovedì 8 marzo 2007

Indignazione da Bar

Allarme Rosso, per l'ennesima volta, a causa delle famigerate "Stragi del Sabato Sera".
Tante
giovani vite spezzate, ottimo concime per le clip a tema di Studio Aperto (difficile dirli servizi giornalistici). Classico fenomeno ciclico, almeno in Italia: una mattina viene battuta la notizia di un fatto particolarmente drammatico -e ricco di possibili risvolti morbosi, possibilmente-, che occupa da subito i primi minuti di ogni tiggì. Da lì, nei giorni seguenti, pare che migliaia di epigoni si esercitino con foga crescente a peggiorare le già pessime azioni degli iniziatori: fino a che compare il titolone "Emergenza Vattelapesca: Tavolo di Confronto al Viminale con il Prefetto e i Ministri Maddoveandremoaffinirediquestopasso e Sventura".
Di solito, mentre in TV Porta a Porta e Matrix divorano frotte di opinionisti opinanti e pensosi (esempio classico di competenza su tutto lo scibile: Alba Parietti), si istituiscono le famigerate Task Force: cioè un insieme di Menti che dovrebbe risolvere in qualche giorno problemi, in genere, legati a deficit di Cultura Civile e di Organizzazione Sociale risalenti anche a secoli.
Ne escono vari provvedimenti d'urgenza, dichiarazioni politiche stentoree e tonitruanti -leggasi, vuote- che sembrano preludere a mutamenti epocali.

Poi capita qualcos'altro e il Ciclo riprende, con la nuova Emergenza (che era la stessa di due o tre Casi fa...).
A memoria cito:

- la violenza negli stadi
- la violenza sulle donne
- le stragi del sabato sera
- la droga tra i giovani
- i filmini da cellulare trasmessi in rete

Ognuno di questi problemi andrebbe trattato a parte, perchè le risposte da dare son difficili e diversificate: ciò che trovo nauseabondo, è come i media (e spesso, purtroppo, anche i Politici) gestiscano il tutto, ovvero con l' indignazione da bar. Mai che si aiutasse chi legge o guarda a capire, a differenziare le cose, a mettere in luce le particolarità di ogni caso: tutto fa brodo, pur di venire incontro al pubblico.

domenica 4 marzo 2007

W l'Italia - Pane e Politica


Scrivo di getto dopo aver visto la prima parte del Documentario "W l'Italia - Pane e Politica": un viaggio nella politica locale, magistralmente raccontato da Riccardo Iacona. Per quel che si vede e per quel che traspare, sono ancora sconvolto (e perchè lo scriva io, che odio le espressioni forti, ce ne vuole): ne esce un quadro di malaffare diffuso, in cui l'appartenza ad uno schieramento non dipende dalle proprie idee, ma dalle prebende che si riescono ad ottenere per il proprio elettorato di riferimento.
Addirittura, ad un certo punto, è comparso un ragazzo che vive raccogliendo i nominativi di potenziali votanti per il suo "datore di lavoro": senza problemi, costui ha ammesso -no, ammesso fa pensare a una cosa in qualche modo forzata, invece questo lo dichiarava con candido entusiasmo, quasi fosse Robin Hood- di poter sapere chi ha veramente votato come promesso e che in cambio queste persone ottengono favori, come prestazioni mediche in tempi rapidi quando necessario. Durante le riprese, ricevuta una telefonata di uno dei clientes bisognoso di raccomandare il figlio per un esame universitario, ha tranquillamente contattato il docente, vantandosi poi della buona riuscita di tale "operazione"!
Uno dice: beh, vivevi su di un pero? Pensavi che 'ste cose esistessero solo nei film?
Ovviamente non sono così puro da illudermi che la Politica sia Nobile Esercizio del Potere per il Bene Pubblico: mi ha spaventato questo pazzesco candore nel mostrare l'indecenza, il non riuscire a trovare -almeno apparentemente- nel volto di quel ragazzo nemmeno un briciolo di finzione.
Vi consiglio di vedere le prossime puntate, se le manderanno in onda (temo la solita levata di scudi per tacciare il programma di faziosità e di aver "descritto solo una piccola parte della realtà etc. etc.").




venerdì 2 marzo 2007

Il Prestigio dell'Italia nel Mondo - Sinistra

Ma chi gli ha scritto 'sta roba?

Il prestigio dell'Italia nel Mondo - Visto da Destra

giovedì 1 marzo 2007

Lampada Osram


Passatemi la citazione da una nota canzone di Baglioni: non c'entra quasi con l'argomento di questo post, però citare fa sempre intellettualoide e avvicina al modello Enzo Biagi (della serie: mi disse un giorno Roberspierre, mentre lo intervistavo accanto alla ghigliottina...).

Vorrei parlare, in effetti, di lampadine: da più parti si tessono le lodi di quelle a basso consumo, che durano di più e ci consentono di ridurre l'impatto della bolletta sulle nostre tasche e dell'inquinamento sul nostro Pianeta.

Poi uno va a comprarle, e in lui germogliano due questioni:

1- Una lampadina normale costa circa 1€, mentre una a basso consumo attorno a 5-6: per cambiare una ventina di pezzi in tutta la casa c'è un aggravio di spesa di circa 80€ (speriamo durino davvero mooolto di più)!

2- Il fatto che costino così tanto, mi lascia pensare che la loro produzione sia più laboriosa e dispendiosa di quella delle loro omologhe tradizionali, anche in termini di consumi energetici per la fabbricazione: il bilancio tra il risparmio -in termini ambientali- derivante dalla sostituzione di una lampadina in casa e il maggior costo per la produzione qual è? In altri termini, ci guadagna l'ambiente o le aziende che producono i manufatti?

Non le pongo come domande retoriche: vorrei proprio sapere se qualcuno ha le risposte a questi due interrogativi (certo, potrei fare una ricerca in Internet, ma oggi mi sento 'sai pigro).